venerdì, 30 marzo 2007
Volevamo rassicurarvi, qui nel Chiapas non abbiamo incontrato solo coccodrilli e scimmiette, anzi, mi sentirei di consigliare il viaggio tra le mete con acchiappo sicuro. Chi meglio di un misterioso e virilissimo homo Lacandone ha il potere di far innamorare una giovane fanciulla incantandone irreparabilmente cuore e sensi? Appunto, chi?
Il vigoroso esemplare in questione, il cui nome rimarra' ai più ignoto, rapito dalla letale femminilità di Barbara espressa al suo meglio in ambiente acquatico, si prostrava anelante ai suoi piedi offrendole un anno d'amore e passione all'ombra della selva.
Un anno????
Cattive notizie. Neanche nel profondo della selva, tra uomini che vivono ancora seguendo antiche tradizioni, si trova più un esemplare maschio che riesca a prometterti amore eterno.
Proprio adesso che avevamo preso in considerazione la possibilità di metter su famiglia. Fermi là. Non si tratta di orologio biologico e richiamo della natura, il fatto è che abbiamo conosciuto Aaron, Nausicaa e Mattia e ci siamo perdutamente innamorate ...
Aaron e Mattia sono due fustacchioni rispettivamente di 29 e 18  ... mesi, morbidi come peluche e mangiabili di baci, Nausicaa è una piccola principessa di soli 6 mesi con due occhi blu che passa il suo tempo a sorridere al mondo ... E' deciso, li vogliamo anche noi.
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mercoledì, 28 marzo 2007

La selva Lacandona, una bellezza naturale che si estende per circa  il 13% del territorio del Chiapas al confine con il Guatemala, un posto incantato dove il popolo Lacandone vive seguendo i ritmi e le tradizioni della loro cultura, inimmaginabili in un mondo che fuori ha subito tanti cambiamenti sociali e culturali. Fa un certo effetto seguirli mentre ti guidano nella selva, con il loro vestitino candido, i capelli lunghi e il machete alla cintura, schivi e taciturni nei loro bellissimi volti maya. Donne e bambine sono piu' sorridenti e ti accolgono gentili nei loro svolazzanti vestitini a fiori.

Stefano ha pensato di farci vivere "in toto" l'emozione della selva facendoci dormire due notti nelle cabañas in riva al fiume, senza porte e finestre, nei nostri lettucci con l'unico riparo delle zanzariere, tutta notte in mezzo a scimmie urlatrici, gechi e simpatiche cucarachas ... la vista degli odiatissimi animaletti non e' riuscita, comunque, a toglierci il sonno.

Tre giorni in paradiso tra le cascate di Agua Azul e quella della selva e i siti maya di Bonampak e Yachxilan ( mi sa che non si scrive cosi`), quest'ultimo raggiungibile solo percorrendo in lancia il fiume Usumacinta che segna il confine tra Messico e Guatemala, e dove abbiamo visto un coccodrillo esagerato.

E poi Palenque, le cascate di Mis-hoa, il canyon del Sumidero, la sima de las cotorras, il paesino di Tenejapa, l'atmosfera unica di San Cristobal ... cosa aspettate a raggiungerci?

Fate presto pero che' domani andiamo via ...

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martedì, 27 marzo 2007

Annalisa smentisce: e' solo benessere, per ora ...

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venerdì, 23 marzo 2007

La chiesa di San Juan nel paesino di San Juan Chamula dall'esterno sembra una chiesa come le altre, ampio portale, rosone, campanile e tutto.

Anche all' interno, un importante altare nel fondo e statue, moltissime e colorate, lungo l' unica navata, odore di cera calda e mormorii di sottofondo. Niente musica. Una chiesa.

I turisti hanno il permesso di entrare ma e' assolutamente vietato scattare fotografie e l'atmosfera e' assolutamente fuori dal tempo. I fedeli arrivano sempre accompagnati da un "curandero", in gruppi piu' o meno numerosi, spesso famiglie, ma tutti hanno appresso una gallina, e una o piu' bottiglie di coca cola. Dopo aver recitato, in piedi, una sorta di richiesta di permesso al santo, si accoccolano sul pavimento ricoperto di aghi di pino e dopo avere acceso anche un centinaio di candele stanno inginocchiati e mentre il curandero si occupa della preghiera i fedeli si fanno esattamente gli affari propri, in amabile chiacchera tra di loro o al cellulare ... La piu' preoccupata e' sempre la gallina, normalmente imprigionata dentro un sacchetto o sotto l'ascella di qualcuno, in attesa che il curandero gli tiri il collo per sacrificarla al santo di turno.

Siamo rimaste dentro almeno un'ora, incantate dall'atmosfera sospesa tra riti pagani e simboli cristiani mentre la popolazione tzotziles celebrava quello che loro chiamano la "tradizione", un genuino miscuglio di quanto ricevuto dai missionari e le loro radici maya.

Il giorno dopo ci aspettava la "Selva Lacandona" ...

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giovedì, 15 marzo 2007

Cinquantuno ore, praticamente tre giorni.

Siamo partite domenica alle sei del mattino da Tobago, proprio sul filo di lana dal momento che Mirko, il nostro fido cicerone, ha incontrato dei seri problemi a svegliarsi, prima, e a trovare le chiavi della macchina e guidare poi, e siamo arrivate martedi alle nove a San Cristobal de Las Casas, Chiapas, dopo aver cambiato tre volte aereo e fatto 17 ore di autobus, anzi 18.

Adesso, non lo so se con il tempo abbiamo sviluppato particolari risorse di sopravvivenza e autorigenerazione, pero`, complice probabilmente il massaggio rilassante di 40 minuti in spiaggia a Playa del Carmen, siamo arrivate in Chiapas fresche, quasi, come due roselline di maggio, anche se magari non altrettanto profumate ma questi sono dettagli, no?

La nostra avventura segue un principio rigorosissimo: fare esattamente tutto quello di cui abbiamo voglia nel momento in cui ci viene voglia. E` quindi per questo motivo che per risparmiare abbiamo dormito una notte come barbone sul pavimento del Miami International Airport, con tanto di buste dell'immondezza ai piedi perche` eravamo congelate, vestite di bianco perche` le vere signore si distinguono nei momenti difficili, con la gente che passava e ci faceva le foto perche` eravamo, ci rendiamo conto, spettacolari, pero´abbiamo poi investito 600 pesos per fare un massaggio di bellezza prima di affrontare l`ultima parte del viaggio. Questione di priorita`.

Un`ultima parte del viaggio peraltro decisamente spettacolare con paesaggi incantati e una natura mozzafiato lungo una strada che da Palenque sale dritta fino a quasi 2000 metri, freedddo.

Dormiamo a casa di Stefano, il compagnetto delle elementari di Barbara, anzi in una delle case che lui ha costruito qui a San Cristobal e che ha un delizioso soppalco con la finestra tonda sopra il letto come nella casa del nonno di Heidi. Non potevamo desiderare di piu`.

 

 

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venerdì, 09 marzo 2007

Niente lasciava immaginare che dopo due ore e mezza in un ferry, affollatissimo e con bagni maleodoranti, saremo arrivate in questo paradiso.

Un isola di 40 miglia per 22 con le spiagge piu' belle e selvagge che si riescano ad immaginare, musica ovunque e uomini e donne indolenti e simpatici.  Da non andarsene piu'.

Abbiamo affittato un delizioso appartamento tra la spiaggia di Bucoo, famosa per il suo reef, e la giungla. Si chiama "The nest", viviamo tra animali di tutti i generi, cocrico ( uccelli simil fagiano che urlano tutto il giorno jakalalla jakalalla ) mot mot, tipo cocrico ma piu' grassi e pelosi, e pipistrelli e uccellini di tutti i colori (uno e' azzurro chiaro e scuro e si chiama infatti blu jeans) e iguana, of course. Dicono che la collina sia habitat di topi grassi che da queste parti sono un piatto prelibato, ma per ora, e per fortuna, non si son visti.

Accanto a noi vive Mirko, un ragazzo italiano che ha aperto un caffe' qui a Scarborough dove fa dei gelati buonissimi e una torta alle carote da paura, venite e provate (ciaocafe_tobago@yahoo.it). Dopo un giorno e' diventato la nostra guida ufficiale e grazie a lui conosciamo ogni angolino e segreto di Tobago e dei suoi abitanti, gente meravigliosamente serena e rilassata con un particolarissimo senso del tempo e tante piccole fissazioni che ce li hanno fatti diventare subito simpatici.

Arrivare alla spiaggia di Store Bay era come tornare in famiglia e Jerry e Dexter, i nostri local preferiti, sembrano usciti da un film, ma sono stati davvero carini.

Alla piccolissima comunita' italiana in questi giorni si sono aggiunte anche Francesca e Donata due ragazze italiane davvero speciali che hanno vissuto a New York e che ora stanno una a Trinidad e l'altra rientra questa settimana in Italia. La verita': sentire delle loro esperienze ci ha fatto venire voglia di non fermarci, chissa' ...

Oggi ultima cena con gli amici inglesi che partono domani e poi domenica prendiamo il volo ... per Miami e Cancun, Mexico!!!!

 

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giovedì, 01 marzo 2007

Trinidad

Il nostro viaggio verso sud e' iniziato martedi' alle 6.30 del mattino dopo una confortevolissima dormita sul Mari Cha III, un bellissimo due alberi di 45 metri con un'aria condizionata a livelli polari per difenderci dalla quale abbiamo dormito sotto un piumino!!!!!! era dall'anno passato che non ci succedeva ...

Dopo un volo tutt'altro che confortevole su un piccolo aereo che faceva fermate tipo bus praticamente in ogni isola dalla Martinica a Trinidad, siamo arrivate a Port of Spain con una certa apprensione. In effetti dal momento dello sbarco ogni persona che abbiamo incontrato ci diceva di stare attente e di non dare mai confidenza agli sconosciuti, loro non potevano sapere che siamo cinghialetti sardi, e comunque siamo sempre sul chi vive e anche stanotte siamo rientrate a dormire alle nove di sera ...

Ieri abbiamo fatto un giro per la citta' ma oggi, piu' disinvolte, ci siamo spinte fino al nord nelle bellissime spiagge di Maracas e Las Cuevas grazie anche alla disponibilita' di un taxi driver che abbiamo praticamente affittato per tutto il giorno. Un omone con una pettinatura improbabile e un leggero enfisema ma soprattutto di poche parole che comunque sono bastate per intenderci su destinazione e prezzo.

Le spiagge qui sono state una rivelazione, praticamente deserte, senza l'ombra di un turista, ( niente italiani, non ci potevamo credere!!! ) e circondate da una vegetazione intatta.  E per pranzo, incredibile, pane e squalo!!! insomma, loro lo chiamano Bake and Shark, ma chiaccherando con un ragazzo indiano (Trinidad e' un crogiolo di razze e culture molto diverse) ci e' venuto il sospetto che in realta' sia cat fish, pero' buono.

Al ritorno in citta' ci siamo lanciate in un piccolo giro di shopping visto che il cambio e' talmente favorevole che ci sembra, una volta tanto, di fare le signore ....

Domani andiamo a Tobago con il ferry boat, see you li'.

 

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La marcia del V2-Day