Ascolta il mare
siediti
e ascolta.
Passera`un ora
un giorno
una vita.
Joseph Conrad sosteneva che la vera pace di Dio ha inizio in un punto qualsiasi situato a circa mille miglia dalla terra piu' vicina.
Ma io credo che inizi subito, appena la terra non e`piu' visibile all'orizzonte e anima e corpo sono incantate da quell'azzurro che ti culla verso un dolcissimo oblio.
Benalmadena, Spagna. Da qui siamo partite e qui arrivo.
Le prime 24 ore di questa traversata passano veloci, tra un po' di logistica e l'atmosfera ancora decisamente terrestre un fresco venticello accompagna la nostra prima cena oceanica: vellutata di carote e insalata di frutta.
Siamo in tre. Io, Peter e Knut. Anche questa volta Italia -Germania due a uno. Ho scelto il turno di guardia 4-8 , questo significa che potro' godermi lo spettacolo dell'alba e del tramonto sull'oceano. Bello. Sara' l'attesa di questo spettacolo che posso godermi in privato, seduta a prua con una tazza di the, a fare quattro chiacchere con quello che fa presto a diventare il tuo piu' importante compagno di viaggio, ma nonostante la mia leggendaria poca attitudine alle levatacce, questa volta ho scoperto che mi piaceva l'idea di svegliarmi qualche minuto prima delle quattro del mattino e passare un quarto d'ora a chiaccherare con Knut. Ma meglio non farlo sapere in giro ...
Dopo due giorni di completa assenza Eolo e' tornato a farci visita con una brezza da ovest, e allora ... spi!!! Abbiamo lavorato come pazzi per oltre un'ora per risistemarlo nella calza prima e per aggiustare un accidenti di moschettone che non ne voleva sapere di funzionare ma poi, eccolo. Grande e rosso. facciamo al massimo 5.6 - 5.8 lenti si' ma almeno nella direzione giusta. E vuoi mettere la soddisfazione ... di breve durata. Dopo cinque ore ritorniamo sconfitti ad un piu' ragionevole motore, che non riusciremo ad abbandonare per 86 ore!!!!!
Certo l'oceano che sembra un lago e' uno spettacolo, delfini e balene arrivano vicini vicini e li puoi vedere come mai, le attivita' di bordo deviano lentamente verso la piu' assoluta pigrizia, tra libri, pennichelle, interminabili tornei di backgammon e sessions di arte culinaria siamo arrivati a circa 1000 miglia dalle Azzorre. A questo punto l'anelato vento da sud- sud ovest, seppur ballerino, ci ha permesso di iniziare la nostra corsetta di 220 miglia al giorno verso terra, cinque giorni in mezzo a onde sempre piu' grandi, freddo (oh no!) con la barca costantemente bagnata hanno iniziato ad apparire stivali e cerate e i turni di guardia sono diventati decisamente piu' impegnativi, anche perche' il traffico di cargo si intensifica vicino alle Azzorre e ormai e' leggenda che se una nave deve passare vicino a noi, decide di farlo esattamente durante il mio turno, un'ora prima dell'alba quando non si vede un accidenti. Grazie.
Devo andare a pranzo.